Libri del mese – Settembre 2019

Recensione del libro “Walden”

Prof. Domenico Rollo

È difficile poter descrivere, in poche parole, la straordinaria ed eterea complessità di un’opera monumentale, immortale, un libro datato ed al tempo stesso attuale come Walden, ovvero vita nei boschi , scritto da Henry David Thoreau durante la sua permanenza di oltre due anni, dal 1845 al 1847, presso il lago Walden, a poche miglia dalla cittadina di Concord, in Massachussets, dove ebbe luogo la prima resistenza armata agli inglesi (1775) della rivoluzione americana. All’età di soli ventotto anni, Thoreau si ritira in solitudine nei boschi, costruendosi la propria capanna e immergendosi totalmente nel santuario della natura circostante. Non si tratta di un semplice esperimento fine a se stesso, né tantomeno di una fuga disperata dal caotico mondo civilizzato, ma di una presa di posizione netta, di una forte esigenza, sentita nel profondo dell’anima: ritornare ad uno stile di vita puro, incontaminato, armonico, rispettoso, a contatto con la madre terra. Il poeta ed eremita Thoreau stende un ampio resoconto delle sue esperienze a stretto contatto con la natura, adottando una prospettiva etica e mettendo in luce una spiritualità strettamente connessa alla realtà. Al tempo stesso rivela una cultura enciclopedica, spaziando dalla filosofia alla letteratura, dall’economia alla religione, dalla botanica alla zoologia, sino ad arrivare all’agricoltura. Attraverso una profonda riflessione, lo scrittore prende di mira il finto progresso, quello che rende gli uomini schiavi del denaro e che si fonda sull’apparenza, inorridendo dinanzi alla disuguaglianza sociale. Egli invita alla saggezza, allo studio dei classici, onde evitare che l’ignoranza possa inquinare la nostra esistenza. Intelletto e istinto si susseguono instancabilmente, costituendo il nucleo non solo del libro, ma della personalità dello stesso autore. A buon motivo Thoreau potrebbe considerarsi un “buon selvaggio”, un uomo virtuoso, capace di fondersi con la natura, in grado di scrutare a fondo nel lago Walden, “specchio perfetto della foresta”, ma al contempo audace, desideroso di sfidarla per mettere alla prova se stesso, al di là di una mera lotta per la sopravvivenza. Concludendo, Walden rappresenta una lettura impegnativa, tuttavia illuminante, indispensabile per per poter meglio comprendere i danni che la contemporanea società consumistica sta infliggendo al pianeta e dunque a se stessa.

Recensione del libro “Il dilemma dell’onnivoro”

Prof. Matteo Negro

Michael Pollan rappresenta uno dei più grandi esperti di alimentazione al mondo. In questo saggio, divenuto un bestseller internazionale, riflette a fondo su ciò che consumiamo quotidianamente sulle nostre tavole. Partendo da quattro tipologie diverse di pasto (industriale, biologico industriale, sostenibile locale e fai da te) analizza i costi reali, compresi quelli ambientali che spesso vengono esternalizzati, dei nostri alimenti. Per ciascuna tipologia sottolinea le numerose criticità del sistema produttivo. Estremamente interessante il capitolo in cui tratta dell’insostenibilità del pasto biologico industriale, spesso osannato dai media, che prevede prodotti che vengono coltivati e/o allevati evitando l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti ma che per arrivare sulle nostre tavole devono spesso viaggiare per migliaia di chilometri con un consumo elevatissimo di energia e una massiccia produzione di inquinanti.

L’essere onnivori, e per giunta al vertice della rete trofica, offre sicuramente alla nostra specie innumerevoli vantaggi (di fatto ci possiamo nutrire di numerosissimi alimenti di origine animale e vegetale) ma allo stesso tempo ci espone a numerosi rischi di manipolazione. L’unica soluzione consiste nel conoscere a fondo l’origine e la natura di ciò che mangiamo diffidando dalle pubblicità che promuovono cibo a basso costo ma dall’infima qualità.

Anche i ratti sono onnivori, ma evidentemente non sono in grado di documentarsi e soprattutto tramandare ciò che hanno appreso alle generazioni future. Si limitano ad assaggiare una piccola porzione di potenziale cibo e attendono gli effetti. Ma per l’uomo il cibo non rappresenta il mero carburante del nostro organismo; il cibo per noi è cultura, tradizione, identità, che favorisce la condivisione e il consolidamento di un gruppo famigliare e/o etnico.

La presente versione del saggio (versione per ragazzi) è arricchita con numerosi schemi e figure che rendono la lettura piacevole e rilassante. Assolutamente consigliato a tutti i ragazzi che sono interessati a ciò che si nasconde dietro a quello che mangiamo ogni giorno…

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