Recensione del libro “Storia di un figlio. Andata e ritorno”

Prof. Alessandro Antonioli

Dieci anni dopo Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda torna a raccontare di Enaiatollah Akbari, l’anima pura e coraggiosa che il mondo ha imparato a conoscere e apprezzare nel suo avventuroso viaggio dall’Afghanistan fino all’Italia. Storia di un figlio. Andata e ritorno riprende la narrazione là dove si era interrotta, quando il protagonista era finalmente riuscito a parlare al telefono con la madre. Geda presta la sua scrittura fluida al vissuto di Enaiatollah, portando il lettore a scoprire come è andato il ritorno in Pakistan e il ricongiungimento con la propria famiglia, come è nato l’amore con Fazila e come si è completato il processo di integrazione a Torino. In questo libro però non si legge soltanto delle gioie e dei successi di Enaiatollah, ma anche dei suoi dolori e della sua nostalgia: nonostante alcune pagine più tristi, la leggerezza e l’ironia del protagonista non vengono mai meno, anche nei momenti più difficili. Il risultato è un’immersione profonda nella vita di Enaiatollah, che Fabio Geda per primo ha sperimentato sulla propria pelle – e si vede – nel tempo dedicato all’ascolto e alla scrittura di questa storia.

Recensione del libro “Ciò che inferno non è”

Davide Di Norscia, 3liceoA

Ciò che inferno non è, romanzo scritto da Alessandro D’Avenia, racconta la storia dell’estate della Palermo del 1993 da tre diversi punti di vista, rappresentati dai protagonisti. Federico è uno studente liceale diciassettenne, amante della letteratura e pronto ad aprire il suo cuore a nuove scoperte e agli altri; Padre Pino Puglisi è un sacerdote che cerca con tutto se stesso di dare speranza e un futuro ai bambini del quartiere Brancaccio, liberandoli così dalle grinfie dei membri di cosa nostra, terzo punto di vista della storia.

L’autore è riuscito a dare a ciascuno di questi scenari una propria unica melodia, che permette al lettore non solo di riconoscere il cambio di narratore ma anche di farsi coinvolgere dalle emozioni compulsive e disorientate, però piene di coraggio e speranza, di Federico e dei bambini del quartiere, dalle preoccupazioni e dai pensieri pieni d’amore verso il prossimo di Don Pino e dalla freddezza e crudeltà di Madre Natura. Questo racconto non si concentra soltanto sui suoi protagonisti, ma anche sulla quotidianità degli abitanti di Palermo, sulle differenti prospettive che ci permettono di comprendere le sfumature della città che vanno dal suo paradiso al suo inferno. Se tutto ciò vi incuriosisce, allora non vi pentirete di leggere questo libro.

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