Recensione del libro: “La Confraternità”

Alessandro Galletta – 2 ITT B

“La confraternita”, scritto da Pierdomenico Baccalario, è un romanzo raccontato in prima persona dal protagonista, Marco McKay, un ragazzo che sta per andare al college poiché ha vinto una borsa di studio. La sua passione è il mondo dell’informatica, passione che condivide con il suo migliore amico Cosmo; a loro piace molto la vita virtuale, sono infatti proprietari di un clan importante, Underground Empire, un gioco online popolare tra i ragazzi.
Un giorno Marco, arrivato a casa, si ritrova un estraneo dentro la sua stanza, il quale gli propone un accordo: infiltrarsi in un’associazione segreta il cui scopo è quello di educare i membri a diventare i nuovi “capi del mondo”, in cambio lui avrebbe ottenuto una sistemazione migliore per i suoi genitori.
Marco dovrà andare nella più prestigiosa scuola dello stato del Weland e verrà istruito come se fosse nato da una famiglia nobile, in modo da apprendere i giusti approcci nei confronti di questi giovani ragazzi ricchi, abituati ad un altro tipo di vita sin dalla nascita.
Un romanzo a dir poco avvincente: coinvolgente poiché è lo stesso personaggio all’interno del libro che ti racconta tutta la storia dall’inizio alla fine! La storia di questo romanzo rimane un mistero per il lettore sino a quando si arriva al finale… posso paragonare tutto questo a quando si fa un puzzle: man mano che inserisci i pezzi vedi magari il contorno dell’immagine ma non hai ancora una visione completa di ciò che rappresenta davvero! Lo scrittore ha fatto in modo di farti rimanere attaccato al libro, perché ti mette una curiosità talmente alta di come continui la storia che non puoi smettere di leggerla. Posso dire inoltre che ci sarà una storia d’amore, che diventerà a lungo andare anche una distrazione dalla missione di infiltrato del protagonista.
Questo libro mi è stato consigliato, proprio come io lo sto consigliando a te che leggi! Fidati che non te ne pentirai.

Recensione del libro: “Aria sottile”

Prof. Matteo Negro

Per diversi anni ho conservato questo libro senza degnarlo di grande considerazione. Ero restato piacevolmente colpito da “Nelle terre selvagge” di Krakauer ma “Aria sottile” non mi ispirava particolarmente. Nelle ultime settimane tutto è cambiato. Ho sentito la necessità di leggere questo bestseller e devo dire che sono rimasto assolutamente folgorato. Il giornalista-scrittore Krakauer descrive la tragedia della spedizione commerciale sull’Everest del 1996 con un trasporto incredibile. Ho provato sensazioni ed emozioni fortissime nel leggere le vicissitudini dei vari alpinisti coinvolti: dolore, solitudine, freddo, paura ma anche rispetto, meraviglia, incanto. Questo libro fa molto riflettere sul rapporto talvolta morboso tra l’uomo e le imprese estreme le quali, se affrontate con superficialità e scarsa preparazione, possono portare alla più triste conseguenza. Basti pensare che in prossimità della cima, al di sopra degli 8000 metri, in quella che è stata definita “zona della morte“, sono conservati in stato di congelamento circa 200 cadaveri di alpinisti periti durante l’ascesa. Uomini e donne che, un tempo, avevano sogni, speranze e un solo grande obiettivo, raggiungere il tetto del mondo. Alcuni di questi corpi sono in quel luogo da diversi decenni, nessuno potrà mai recuperarli. Per le popolazioni locali questa montagna viene considerata una divinità che va ammirata e rispettata. L’espansione incontrollata delle spedizioni commerciali, denunciata dallo stesso Krakauer in questo libro, ha causato gravi incidenti dovuti principalmente all’inesperienza dei partecipanti. Negli ultimi anni la situazione è ulteriormente peggiorata. Tutti ricordiamo la famosa foto scattata dall’alpinista Nirma Purja nel maggio 2019 in cui viene ritratta una coda interminabile di alpinisti fermi in attesa del proprio turno per procedere lungo la via che conduce alla vetta. Quello che un tempo era un tempio naturale si è trasformato in un incredibile business; basti pensare che i permessi per l’ascesa sono in costante aumento e vengono rilasciati alla cifra di cifra undicimila dollari.

L’afflusso degli alpinisti ha inoltre alterato il fragile ecosistema di alta quota, già pesantemente impattato dagli effetti del cambiamento climatico. Bombole di ossigeno esaurite, corde, scale rotte, tende strappate, lattine e grandi quantità di oggetti plastici oltraggiano l’Everest. Un team di ricercatori del National Geographic ha addirittura rinvenuto microplastiche ad una quota di 8400 metri.

“Aria sottile” è semplicemente un libro eccezionale che va letto da coloro che amano le montagne e che nutrono un profondo rispetto per questi estremi lembi di terra che si protendono verso l’infinito.

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